Villa Irma

Treviso, 2017 - 2022

La riqualificazione di un bene vincolato diventa il momento in cui, attraverso un’attenta indagine storica, contestuale e di rilievo, l’edificio acquisisce nuovamente una propria identità e un proprio ruolo. Senza rifugiarsi nel passato ed utilizzando metodi e tecnologie contemporanee la figura del progettista è fondamentale per riqualificare innovando, nella logica che il passato ci ha insegnato e cioè che ogni epoca lascia inevitabilmente la sua traccia. Ripensare un ambito verde vincolato legato ad un’architettura storica permette di disegnare e far rinascere il rapporto fra costruito e spazio aperto. Il parco della villa, adeguato alle nuove esigenze, possiede un disegno che rispetta la presenza delle essenze storiche e secolari ed enfatizza il segno a terra del complesso principale della Villa alla ricerca di un’armonia atta a provocare quella meraviglia necessaria a fare in modo che il giardino torni ad essere il luogo dell’astrazione e della meditazione. Il recupero degli immobili rurali passa attraverso l’indagine degli elementi che qualificano questo genere di architettura mettendo in evidenza quei manufatti che, più di altri, ne conferiscono una connotazione storica e territoriale. Anche in questo caso abbiamo voluto togliere, non aggiungere, e far parlare l’architettura attraverso la tessitura dei muri, l’articolazione della struttura lignea del tetto, l’emozione delle proporzioni degli spazi interni, un tempo luoghi di produzione legati alla vita agreste.

Team: Arch. Giuseppe Cangialosi, Arch. Elena Iodice, Arch. Michela Vanin

Fotografo: Marco Zanta

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